La giuria del concorso di idee "Il filo conduttore"

Stefano Roman

Stefano Roman dopo aver conseguito la laurea triennale in Paesaggio Parchi e Giardini presso l’Università di Padova, prosegue i propri studi alla Greenwich University di Londra laureandosi in Architettura del Paesaggio nel 2012. Per 5 anni collabora con lo studio di architettura WATG nelle sedi di Londra e Singapore occupandosi di progettazione del paesaggio per progetti negli ambiti del Retail, dell’Hospitality e nel Public Realm, prevalentemente nell’area del Middle East. Tra i progetti seguiti degna di nota è la progettazione e la realizzazione delle aree di pertinenza del Padiglione degli Emirati Arabi Uniti per Expo Milano 2015, a supporto dello studio Foster + Partners. Rientra in Italia nella primavera del 2017 ed inizia una collaborazione con lo studio LAND Italia in qualità di Senior Landscape Architect e PM.  Con LAND segue, tra gli altri,  il progetto di Corso Como Palace a Milano, Torre Gioia 22 a Milano, MIND – Milano Innovation District, i Thematic Districts di Expo 2020 Dubai e, infine, il primo City Park di Riyadh per il rilancio green della capitale dell’Arabia Saudita.

Claudio Bertorelli

Ha una formazione ibrida per definizione e una naturale inclinazione di ricerca verso i paesaggi del contemporaneo. 

Dagli studi classici alla Facoltà di Ingegneria di Trieste, dove ha svolto attività didattica e fondato LAST – laboratorio di produzione dei master post-lauream, fino alla creazione delle due strutture - Centro Studi Usine (2002) e Aspro Studio (2003) - con le quali ha portato a termine molti interventi e processi di rigenerazione urbana e sociale.

Nel 2007 ha ideato Comodamente, primo festival in Italia andato in scena in soli luoghi dismessi. Dal 2014 al 2016 è stato direttore della Fondazione Francesco Fabbri. Partecipa con regolarità a seminari, workshop, talk, giurie e comitati scientifici. Nel 2017 è stato invitato come esperto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo a portare i propri contributi alla prima piattaforma nazionale “Futuro Periferie” e ha contributo alla stesura dei contenuti della nuova Legge Regione Veneto 6 giugno 2017 n. 14 sul “Contenimento del consumo di suolo e rigenerazione urbana”.

Anna Merci

Laurea con lode in Architettura presso lo IUAV di Venezia, nel 2010 consegue anche un master in Disegno Urbano Sostenibile e nel 2013 vince il premio NIB, che seleziona i dieci migliori giovani architetti italiani, sezione Paesaggio. Viene invitata a workshop internazionali in collaborazione con la Biennale del Paesaggio di Reggio Emilia e il FAI. Da sempre interessata alla relazione tra architettura, spazio pubblico e paesaggio, i suoi lavori si confrontano con le varie scale del progetto architettonico, dalle installazioni temporanee ai progetti di rigenerazione urbana. Ha vissuto quattro anni a Parigi prima di rientrare in Italia nel 2016 per il progetto G124 del Senatore Renzo Piano sulle periferie italiane. Dal 2008 ha vinto numerosi concorsi nazionali e internazionali, ricevendo riconoscimenti per i suoi progetti (tra gli altri, Ecoluoghi Urban Regeneration Prize, 2018 e City_Brand & Tourism Landscape Award, 2019). Ha partecipato a mostre di architettura incluse La Triennale di Milano, La Biennale di Architettura di Venezia e la Barcelona Landscape Architecture Biennial. Ha tenuto conferenze in diverse università ed eventi culturali, ha pubblicato vari articoli e collabora con la rivista ABITARE. Nel 2018 ha vinto il concorso internazionale Arquine N.20 per il padiglione MEXTRÓPOLI 2018 a Città del Messico, inserito nella migliore architettura messicana del XXI secolo. Attualmente collabora su progetti in Italia, Portogallo e Francia. Dal 2020 è curatrice di ACTS —Architecture and Culture for new Territorial Self awareness Festival per il Comune di Aquileia.

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